Marche. Massimo Teodori è nato a Force nelle Marche (AP) il 9 settembre nell’anno della tigre da famiglia borghese civile ed operosa. E’ per questo che il suo numero magico è il 9 con cui tenta la sorte alla roulette. Suo nonno, agricoltore, è stato deputato liberalgiolittiano di Ascoli Piceno dal 1903 al 1919. Suo padre, avvocato, è stato un antifascista liberale con responsabilità pubbliche durante la Liberazione e nell’immediato dopoguerra. Dai 15 ai 18 anni ha viaggiato per l’Europa con l’autostop e gli Ostelli della gioventù familiarizzando con il nuovo, il diverso e l’imprevisto. Dal 1958 vive a Roma dove si è laureato in architettura con Bruno Zevi e Ludovico Quaroni con i quali ha iniziato a collaborare. Nel periodo universitario ha avuto responsabilità locali e nazionali nella politica universitaria godendo di un effervescente tirocinio.
America. A metà dei Sessanta per un triennio ha soggiornato negli Stati Uniti (New York, Philadelphia, San Francisco, Berkeley) penetrando nelle vene profonde del Paese durante anni tumultuosi e creativi. All’inizio degli anni Settanta, un catastrofico incidente automobilistico gli ha consentito di meditare a lungo tra un ospedale e l’altro. E’ allora che ha pensato che sarebbe stato meglio concepire un/una discendente che, infatti, è nata nel 1974. Dal 1971 insegna nelle università Storia americana senza essere passato per burocratici apprendistati e, dal 1979, è professore ordinario alla facoltà di scienze politiche dell’Università di Perugia. In Italia ha avuto l’opportunità di insegnare alla LUISS di Roma, alla John Hopkins University di Bologna e, negli Stati Uniti, alla University of California-Berkeley, alla Columbia University di New York, e alla Harvard University di Cambridge, Mass.
Radicale. Ha fatto politica fin da giovanissimo ma non è mai divenuto un “professionista” politico. Tra i fondatori del primo (1955) e del secondo (1962) Partito Radicale, ne è stato per trent’anni uno dei principali esponenti di osservanza liberaldemocratica fino a quando, nel 1990, il PR è stato dissolto per essere trasformato in “Lista Pannella”. Essere stato così a lungo, insieme al gruppo storico radicale, fraterno compagno di Marco Pannella ed averne condiviso in pieno e con passione le idee, non gli ha impedito di scrivere a conclusione del libro Marco Pannella, un eretico liberale nella crisi della Repubblica che “Verrebbe la voglia di osservare che il peggiore nemico di Pannella è Pannella medesimo”. E’ stato Deputato e senatore dal 1979 al 1992, ha svolto un’attività parlamentare intensa divenendo protagonista apprezzato specialmente quale membro delle grandi commissioni di inchiesta: “Sindona”, “P2”, “Antimafia” e “Stragi e terrorismo”. E’ singolare come in quegli anni, mentre svolgeva rigorose indagini sul malaffare della Repubblica, è stato prescelto da personaggi equivoci, compromessi e talora anche criminali come affidabile confessore su eventi oscuri della Repubblica.
Mal d’inchiostro. Ha scritto un certo numero di libri di storia e politica, forse troppi e talvolta inutili dopo avere pubblicato negli anni Sessanta un accurato saggio su Architettura e città in Gran Bretagna. Il caso più interessante è tuttavia l’apparizione nel 1969 negli Stati Uniti e in Gran Bretagna di The New Left: a Documentary History, un piccolo best seller definito dal “New York Times” il “libro del giorno”. Tra le opere recenti: Marco Pannella, un eretico liberale nella crisi della Repubblica (1996), L’anticomunismo democratico in Italia. Liberali e socialistiche non tacquero su Stalin e Togliatti (1998), Soldi e partiti. Quanto costa la democrazia in Italia (1999), Maledetti americani. Destra, sinistra e cattolici: storia del pregiudizio antiamericano (2002) e Benedetti americani. Dall’Alleanza atlantica alla guerra al terrorismo (2003).
Carta stampata. Negli anni settanta ha fondato e diretto le riviste “La Prova radicale” e “Argomenti radicali”, per aprire il dibattito sui radicali in Italia. Ha collaborato in passato a “l’Astrolabio”, il settimanale di Ferruccio Parri ed Ernesto Rossi e, da allora, ha continuato a svolgere un’intensa attività pubblicistica su periodici tra cui, di recente, “Liberal”, “Biblioteca della Libertà”, “Ideazione”, “Palomar” ; ha tenuto colonne su “Prima comunicazione”, “Epoca”, “Panorama” e “Il Mondo”. Ha scritto episodicamente per “la Repubblica” e “Il manifesto”, quindi dal 1992, è divenuto editorialista dei quotidiani: ”L’indipendente” di Vittorio Feltri, “Il Messaggero” di Giulio Anselmi, “La Voce” di Indro Montanelli e “Il Giornale” di Mario Cervi e Maurizio Belpietro.
Polemista noto per il rigore delle argomentazioni, non ha mai ricevuto querele, salvo in tempi remoti dal segretario DC, Flaminio Piccoli, e più di recente dal presidente DS Massimo D’Alema e dal pm Antonio Di Pietro, casi tutti brillantemente risolti. E’ uno dei rari, diciamo così, “intellettuali” che non ha mai ricercato e goduto di collaborazioni con la Rai.
Amicizia. Nella sua vita tiene in gran conto la fedeltà. Fedeltà alle idee tanto da cadere talvolta nell’eccesso di coerenza; fedeltà alle amicizie che costituiscono uno dei pilastri resistenti al tempo; e fedeltà anche alle cose sì da renderlo noiosamente sistematico. Malgrado ciò la vita di MT ha attraversato più volte delle brusche svolte, quasi dei nuovi inizi che hanno disordinato il passato in vista di un diverso futuro. Dapprima è stato un giovane brillantemente immerso nell’architettura che ha radicalmente abbandonato per dedicarsi ad attività politiche ed intellettuali. Quindi ha scritto e insegnato all’università per un decennio fino a quando, entrato in Parlamento, si è dedicato totalmente alla battaglia politica radicale lasciandone una visibile traccia istituzionale. Uscito dal Parlamento, si è proiettato nell’attività di commentatore sulla stampa nazionale, impegno che non ha impedito la laboriosità editoriale, concretatasi da ultimo in due libri di soggetto USA,Maledetti americani e Benedetti americani, concepiti come opere di alta divulgazione storico-politica. Cambiare così tante volte attività, ha stimolato curiosità e interesse per uomini e cose sempre nuovi e diversi.
Vergine. MT vive da solo in una casa-barca a tre piani arrampicata con i terrazzi sui Fori romani. Sembra che il suo segno, la vergine, lo abbia indelebilmente segnato quanto a precisione e concretezza, pur se non sono poche le smagliature. Ha una figlia Raissa che ha intrapreso la carriera di storica, archivista e ricercatrice. Ha avuto un fantasmagorico incidente stradale in una lontana notte estiva su un spider Triumph Spitfire e perciò è tutto rappezzato. Ma nessuno se n’è mai accorto. Si dice che sia stato architetto ma chissà se anche questo è vero. Gira al centro di Roma a piedi o in vespa. Ha adottato il gatto Leo che, però, se n’è andato ed è subentrata Tea.
Giro d’Italia. Negli anni più recenti ha percorso l’Italia in lungo e largo - da Cortina a Maratea, dalla Versilia a Trani, da Sanremo a Ischia…- partecipando a centinaia di incontri, dibattiti, e appuntamenti per discutere i suoi libri. Ha così mantenuto un rapporto con il pubblico che ha placato quella febbre di protagonismo che è connaturata a chiunque abbia assaporato il gusto della bella politica. Tra i diversi premi che ha ricevuto per le sue pubblicazioni, il riconoscimento più gradito è stata la Menorà d’oro, per la prima volta assegnata in Italia nel 2004 per avere ideato e realizzato l’Israele Day.
Bo.bo. Ha molti amici ed amiche con cui trascorre il proprio tempo quando si affranca dal bunker del suo studio sommerso da montagne di libri, giornali e carte d’ogni tipo. Ama trascorrere i caldi mesi estivi nella fresca casa di campagna nelle Marche dove affluiscono i migliori amici in una tranquilla ed assortita compagnia. Vorrebbe imparare a fare belle e lunghe vacanze, ma presto si annoia. Di lui dicono che possa essere assimilato a un “BoBo” (Bourgeois Bohemien). Ma anche questo deve essere un mito diffuso ad arte.